Come rinegoziare una cessione del quinto

giugno 13, 2018 0 Di Marco
Come rinegoziare una cessione del quinto

Anche nel 2018 la cessione del quinto sembra essere ancora in un trend di crescita come tipologia di finanziamento. In effetti le sue caratteristiche la rendono comoda, gestibile e vantaggiosa, a patto che i contratti siano chiari e che specifichino bene tutti i costi correlati all’erogazione del prestito.

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Uno dei principali problemi riguardanti la cessione del quinto riguarda proprio la limpidità e la comprensibilità dei contratti, ad oggi giudicati troppo opachi e poco atti ad essere compresi in tutte le loro voci dal risparmiatore medio che si trova a fare richiesta per una cessione del quinto.

I contratti sono la principale fonte di controversia tra intermediari finanziari e clienti che arrivano addirittura all’Arbitrato bancario finanziario. Il totale dei ricorsi che arrivano all’Abf per oltre un 70% riguarda proprio i prestiti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Proprio quando i contratti stipulati non convengono più o si scopre che le condizioni della propria cessione del quinto non vanno più a genio si può voler procedere alla rinegoziazione. Ma di cosa si tratta esattamente e come funziona? Lo illustriamo qui.

In quali casi si richiede la rinegoziazione e conviene?

In tanti si chiedono se il proprio finanziamento con cessione del quinto dello stipendio o della pensione possa essere rinegoziato. Magari solo per ottenere più soldi o cambiare l’importo delle rate.

Per prima cosa devi sapere che la rinegoziazione del prestito non è qualcosa di aperto a chiunque ne faccia richiesta. Le regole riguardanti questa particolare procedura possono cambiare da banca a banca e ognuna di esse può porre problematiche diverse da affrontare.

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La regola generale comunque prevede la possibilità di procedere alla rinegoziazione dopo che si siano corrisposte un certo numero di rate senza creare alcun problema di insolvenza, cosa che nel caso della cessione del quinto è quasi impossibile che accada visto che la rata è prelevata direttamente in busta paga o cedolino della pensione.

La condizione fondamentale per la richiesta

Il numero di rate necessarie per poter accedere alla rinegoziazione in genere ammonta al 40% del totale sul piano di ammortamento.

Ciò comporta che chi pensi a una rinegoziazione del prestito a pochi mesi di distanza dall’ottenimento dello stesso è probabile che si ritrovi la propria richiesta negata dalla banca. Rinegoziare non è un diritto imprescindibile per una banca, questa può scegliere di valutare la richiesta e rifiutarla se lo riterrà necessario.

Se proprio senti la necessità di rinegoziare la tua situazione il prima possibile la cosa migliore da fare è riprendere in mano il contratto e controllare che la situazione lo permetta, ovvero devi cercare una clausola o qualcosa del genere che riporti i dati utili a poter procedere alla rinegoziazione.

Ad esempio, se la durata del prestito è di 10 anni è chiaro che se vale la regola del 40% devi avere atteso almeno 4 anni prima di poter richiedere la rinegoziazione del prestito.

Attenzione però perché non è cosa impossibile ottenere la rinegoziazione. Molte banche non prevedono nemmeno il limite temporale minimo per poter procedere, per questo la prima cosa da fare è leggersi il contratto o farlo valutare direttamente da uno specialista in grado di dispensare consigli utili in questa situazione.

Requisiti per la rinegoziazione

Rinegoziare in sé significa che la banca riprenderà in mano la tua pratica cercando di andare a rivalutare tutti gli stessi aspetti presi in considerazione al momento della concessione del prestito.

Accade quindi che la banca possa richiedere di rivalutare il tuo stato di salute, la condizione lavorativa e i redditi percepiti o nuovi debiti contratti e via discorrendo. Prima di richiedere la rinegoziazione puoi affidarti a qualche esperto che sia in grado di valutare la tua situazione e consigliare se sia il caso anche solo di fare la richiesta alla banca evitando il rischio di scoprire qualche altarino indesiderato.

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In genere le richieste che fanno i risparmiatori possono essere di due tipi:

  • Abbassare l’importo delle rate allungando quindi la durata del prestito
  • Cercare di ottenere più credito dalla propria banca o istituto di credito

Una volta deciso di cosa si ha bisogno si potrà procedere a compilare la domanda. Ma conviene rinegoziare la propria cessione del quinto?

Il rinnovo della cessione del quinto è conveniente?

Diciamo che si è avviata tutta la procedura, che la banca abbia accettato la richiesta e che il debito venga rinegoziato in base alle tue richieste: cos’altro bisogna aspettarsi? Le rinegoziazioni si rivelano convenienti dopo che sono avvenute, oppure si verificano effetti spiacevoli?

La banca che accetti una richiesta di rinegoziazione della cessione del quinto procederà a valutare la pratica e se questa viene accettata si procede all’estinzione anticipata del contratto precedente restituendo una parte del premio assicurativo, a quel punto avviene un rinnovo della cessione del quinto per il nuovo importo e in base alla nuova durata.

In realtà è impossibile stabilire in maniera obiettiva se la rinegoziazione converrà o meno, tutto dipende dalla propria personale situazione, di qui la necessità di avere ben chiare le proprie esigenze e le motivazioni che spingono a rinegoziare la propria posizione del prestito.

Se si procede alla richiesta con l’intento di abbassare l’importo delle rate in realtà questa procedura non porterà a grandi vantaggi perché la cessione del quinto per sua natura è già un prestito che richiede rate molto basse che tutti possono permettersi: la rata come noto non può sforare il quinto dello stipendio o della pensione per questo il vantaggio è solo marginale, si rischia di allungare il prestito inutilmente.

Se invece l’esigenza è quella di richiedere nuova liquidità allora il discorso cambia e rinegoziare può essere qualcosa che viene a tuo favore. In ogni caso non è lecito aspettarsi di vedere accolte richieste di grandi somme di denaro.

La cosa migliore da fare e recarsi in banca o in qualsiasi altro istituto finanziatore al fine di presentare chiaramente la propria richiesta e richiedere un riscontro.

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Altro motivo valido per rinegoziare un prestito è rivedere le clausole del contratto, ma in questo caso è possibile che si scada in procedure più complesse che richiedono il ricorso.