Cessione del quinto per neoassunti

Tra le varie soluzioni di prestito disponibili, quelle tramite cessione del quinto sono tra le più richieste ed apprezzate in questo periodo, dal momento che permettono al soggetto di impegnarsi in un rapporto di prestito sostenibile, a tasso fisso di interesse e semplice da gestire, che di fatto non richiede nessuna spesa aggiuntiva o imprevista per il richiedente. Elemento imprescindibile dunque risulta essere il possesso di una busta paga, ma capiamo meglio cosa succede se chi ha necessità di richiedere questo prestito è un neo-assunto, non ha una storia da dipendente in quella azienda alle spalle o, ancora, è un soggetto con un contratto a termine.

Requisiti neoassunti per cessione del quinto

Prima di concedere un prestito tramite cessione del quinto, la banca effettuerà una attenta analisi sul profilo del richiedente, valutando in particolare il soggetto come lavoratore, la solidità dell’azienda, il profilo e l’anzianità del soggetto dipendente che ha necessità di prestito.

Alla luce di questo, è evidente come un neo-assunto possa avere dei problemi in fase di richiesta, che sono connessi anche ad una difficoltà nel provare l’affidabilità lavorativa del soggetto. Un altro fattore che ostacola questo tipo di richiesta è anche l’assenza del TFR maturato, che potrebbe essere presentato come garanzia. Per chi non lo sapesse, il TFR è un fondo personale che si alimenta mensilmente attraverso delle trattenute sulla busta paga; tale cifra viene concessa al lavoratore alla fine del rapporto di lavoro (o su richiesta del soggetto che deve far fronte a particolari spese). In caso di richiesta di prestito, tale cifra potrà essere presentata come garanzia, e dunque “prelevata” dalla banca in caso di insolvenza.

Alla luce di queste considerazioni, il soggetto neoassunto tendenzialmente potrà richiedere fino ad un massimo di 15.000 euro, da restituire in un periodo massimo di cinque anni. Di contro, però, questi limiti potrebbero cadere davanti ad un datore di lavoro particolarmente stabile, tale da garantire la certezza della consegna della busta paga mensile.

prestito

Qualora, oltre ad essere neoassunti, siate anche lavoratori a tempo determinato, dovete valutare anche un altro aspetto: il saldo dell’ultima rata deve essere previsto in data antecedente rispetto al termine del contratto in essere. Solo in questo modo, infatti, la banca avrà la certezza di rientro nel prestito stesso da parte del soggetto.

Cessione del quinto per neoassunti: le proposte

Numerose solo le realtà alle quali è possibile rivolgersi se si vuole accendere un prestito tramite cessione del quinto. E’ possibile, ad esempio, rivolgersi alla filiale locale della UniCredit. Come intuibile, vista la situazione particolare, il prestito sarà concesso ad approvazione, ma in generale, in caso di esito positivo, il soggetto potrebbe avere un prestito con tasso di interesse pari al 5,30% inoltrando una richiesta di preventivo direttamente online. Ottime proposte arrivano anche dal gruppo BNL, del gruppo BNP Paribas che propone una soluzione con TAEG fisso pari al 6,60% e TAN del 6,27%.

Molte sono anche le piccole finanziarie locali che gestiscono prestiti tramite cessione del quinto, per avere la propria proposta è sufficiente fare richiesta presentando i propri documenti personali e reddituali. Carta di identità, dunque, busta paga, contratto di lavoro, CU relativo all’anno precedente sono i documenti da portare con sé. Ricordiamo poi che qualsiasi tipo di vincolo, di blocco o di tutela da parte della banca, potrebbe cadere davanti ad ulteriori garanzie, immobili, garanti esterni. Proprio queste ulteriori soluzioni permetteranno una maggiore flessibilità anche al neo-assunto. Si tratta di una soluzione che sempre più spesso utile per i numerosi soggetti che, tra un lavoro e l’altro, si trovano sempre e comunque a dover ricominciare un nuovo rapporto di lavoro e non possono quindi presentare come garanzia il proprio TFR.

 

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